10:06:00 Pubblicato da Tiziano C.
Selezione All-Star Anteguerra

Da grande appassionato di football passato, a volte mi diletto nel creare le così dette  squadre “all-star”, ovvero formazioni che comprendono, a seconda di alcuni criteri prestabiliti, i migliori giocatori di una data epoca (o nazionalità, etc.). E’ un modo come un altro per chiedersi come sarebbe stato se tanti miti dello sport avessero avuto l’occasione per giocare insieme: sarebbe stata una collezione di figurine o il talento e la tecnica dei giocatori in campo avrebbero avuto la meglio ?  Tra le tanti rubriche ne voglio iniziare una del genere, più “soft” e meno seriosa di altre,  dove poter fantasticare liberamente . Cominciamo con le “all-star” pre-war, che comprende giocatori nell’arco di tempo 1915 – 1940 c.ca. Ho deciso di tenere fuori il Grande Torino, che raggiunse l'apice dopo la seconda Guerra Mondiale.








Formazione anteguerra 1900-1940


Portieri

Cominciamo col dire che i giocatori sono stati scelti sulla base del Metodo.
I giocatori scelti per il ruolo di portiere sono quattro: lo spagnolo Zamora, lo slavo Planicka, l’Italiano Combi e l’Austriaco Hiden. Credo di non sbagliare se affermo che, con tutta probabilità, Zamora è il migliore dei quattro. Vera e propria figura leggendaria prima dell’arrivo di Yashin è stato uno dei portieri migliori in assoluto della storia del calcio. Seguono il pur fortissimo Planicka, l’agile e scattante Combi e il portiere titolare del Wunderteam austriaco: Rudi Hiden.


Ricardo Zamora – Spagna - (Espanyol) - Uno dei migliori portieri di sempre: senso della posizione, riflessi, coraggio, bravissimo nelle uscite.
Frantiseck Planicka  - Cecoslovacchia - (Slavia Praga). Come talento puro è secondo solo a Zamora, e neanche di tanto. Grandissima personalità al servizio di mezzi fuori dal comune: agilissimo, riflessi felini e straordinari mezzi tattici
Giampiero Combi – Italia - (Juventus). Semplicemente il miglior portiere Italiano dell'Anteguerra nonchè uno dei migliori di sempre. Sebbene piccolo di statura possiede una muscolatura tonica e scattante che gli consenti balzi felini. Fortissimo nelle uscite (basse in particolare) e grandi riflessi.
Rudolph Hiden – Austria - (RC Paris). E' il portierone del Wunderteam Austriaco. Tra i pali spicca per la sua gran costanza di rendimento nonché per i suoi eccezionali riflessi. L'Arsenal di Chapman tenterà, inutilmente, di ingaggiarlo.


Difensori

La scelta dei terzini è vasta. Passiamo da terzini più tecnici e rapidi (De vecchi, Hapgood) a terzini più arcigni e tosti (Nasazzi, Burgr). L’ideale sarebbe abbinare un terzino più mobile e tecnico con uno più combattente e fisico: la coppia ideale, a mio modo di vedere, sarebbe formata da José Nasazzi sulla destra, capitano e leader dell’Uruguay nel 1930, e da Eddie Hapgood, straordinario terzino dell’arsenal di Chapman, giocatore rapidissimo, tecnico, abile in difesa quanto a proporsi sulla sinistra.

Eddie Hapgood – Inghilterra - (terzino sinistro) (Arsenal). Vera e propria locomitiva Hapgood: è un terzino tanto abile in fase difensivo quanto straordinario in quella propositiva. Lascia veri e propri "solchi" sulla fascia. Di lui si ricordano la grande facilità di corsa, la visione di gioco e i mezzi tecnici
Pietro Rava – Italia - (terzino sinistro) (Juventus). Terzino titolare della Juventus degli anni '30 è un terzino all' "italiana", molto abile in fase difensiva e discreto in quella propositiva. Grandi mezzi tattici e forza fisica.
Renzo de Vecchi – Italia - (terzino sinistro) (Genoa). Semplicemente uno dei giocatori Italiani più rappresentativi dei primi 30 anni del 900. Sebbene non prestante fisicamente De Vecchi fa della facilità di corsa, del tempismo negli interventi e della grande personalità le sue armi migliori.
José Nasazzi – Uruguay - (terzino destro) (Nacional). José Nasazzi è una figura leggendaria del calcio Sud-Americano. Sebbene non forte tecnicamente quanto altri suoi colleghi egli possiede uno straordinario vigore fisico che, unito a doti di leadership, ne fanno una vera e propria colonna della Nazionale.
Alfredo Foni – Italia - (terzino destro) (Juventus). Con Pietro Rava costituisce una coppia d'oro sia in Nazionale che nella Juventus. Sicuramente più propositivo del compagno è un giocatore dalla grande resistenza, dai buoni mezzi tattici e dal tiro potente e preciso.
Karl Sesta – Austria - (terzino destro) (Wiener AC). Karl è il difensore d "acciaio" del Wunderteam, il duro della difesa. Interpreta la fase difensiva con grinta e padronanza di sè, forte di grandi mezzi fisici e tattici.
Jaroslav Burgr – Cecoslovacchia - (terzino destro) (Sparta Praga). Terzino simbolo dello Sparta Praga negli anni '30. Ad un fisico da corazziere abbina anche discrete doti tecniche: con la palla ai piedi ci sa fare, e bene, e la sua visione di gioco è degna di un centromediano.
Paul Janes - Germania - (terzino destro) (Fortuna Dusseldorf). Con tutta probabilità il miglior difensore Tedesco dell'Anteguerra. Divenuto famoso per il suo straordinario tiro, è letale sui calci da fermo nonché dalla conclusioni dalla distanza. Come difensore puro possiede una buona abilità nel tackle e nel posizionamento.
Jacinto Quincoces - Spagna - (terzino sinistro/destro) (Valencia). Se Paul Janes è il miglior difensore Tedesco Jacinto è, con tutta probabilità, il miglior difensore spagnolo di questi anni. Fortissimo di testa, a doti di stopper puro somma una buona tecnica individuale e grande visione di gioco.

Centromediano

Qui la scelta si restringe a tre giocatori: l’oriundo Monti, campione nel 38 con la casacca azzurra, l’ungherese Sarosi e il Brasiliano Domingos da Guia, in realtà più difensore centrale che centromediano. La scelta ricade su Luis Monti, probabilmente il più forte centromediano sistemista di sempre: giocatore dal fisico d’acciaio, dotato di resistenza infinita, grinta e ottima tecnica, in grado di rilanciare l’azione con passaggi estremamente precisi. Gyorgy Sarosi è anch’egli un giocatore straordinario, nonché uno dei più grandi rappresentanti anteguerra della scuola danubiana: è centromediano col vizio del goal, in grado, inoltre, di disimpegnarsi anche come mezzala, mediano o addirittura centro-attacco. Domingos da Guia, considerato il miglior difensore Brasiliano di sempre, è un mix straordinario di tecnica e atletismo, ma probabilmente non è adatto nel sistema, rendendo meglio con un secondo difensore, più rude, al suo fianco.

Luis Monti – Italia/Arg - (centromediano sistemista) (Juventus). Semplicemente il miglior centromediano dell'epoca. Fisico impetuoso, grinta, visione di gioco e grande personalità. Non si può chiedere di meglio da un giocatore.
Gyorgy Sarosi – Ungheria - (centromediano sistemista) (Ferencvaros). Uno dei giocatori più famosi al Mondo negli anni 30 è giocatore polivalente ed eclettico, potendo giocare ovunque dal centrocampo in su. Ha tutto: senso della posizione, visione di gioco, fiuto del goal e doti di leader in campo.
Domingos da Guia – Brasile - (centromediano sistemista/metodista –difensore centrale) (Flamengo). Domingos da Guia, considerato il più forte difensore brasiliano di sempre, è uno straordinario atleta con mezzi tecnici fuori dal comune.


Mediani

Non esistono grandissimi mediani nell’anteguerra. Generalmente sono giocatori con piedi abbastanza rudi e mai talentuosi. L’eccezione che conferma la regola è formata da José Leandro Andrade, la maravilla negra, straordinario giocatore dell’Uruguay campione mondiale nel 1930. A dispetto del ruolo, Andrade dimostra di essere un giocatore molto tecnico, dotato anche di straordinaria resistenza fisica, gran facilità di corsa e buona visione di giuoco. L’altro mediano è il nostrano Serantoni, giocatore dalla straordinaria grinta e determinazione, oltre che di un piede educato. Saranno loro due i mediani titolari.

José Leandro Andrade – Uruguay - (mediano destro) (Nacional). Mediano atipico, è in possesso di mezzi atletici prodigiosi (resistenza, accelerazione, forza fisica) che, uniti ad una tecnica da mezzala, fanno dei lui uno dei centrocampisti più forti e completi di sempre
Pietro Serantoni Italia - (mediano destro/sinistro) (Ambrosiana-Inter). Non avrà la tecnica di Andrade, ma anche lui se la cava con la sfera ai piedi. Tiene la posizione come un mastino, ha senso degli inserimenti e se la cava benissimo anche come mediano purissimo e come interno.


Mezzali

Qui il giuoco si fa duro. Sono tanti le mezzali talentuose del periodo anteguerra, molte delle quali provenienti dal grande River Plate dei primi anni '40, squadra che, a motivo del gioco arioso e offensivo, propone importanti giocatori lì davanti. Probabilmente il più forte di tutti è però l’italiano Giuseppe Meazza, numero 10 della nazionale campione del mondo nel 1934 e 1938, oltre che dell’Internazionale (Ambrosiana). Tecnica, rapidità, tiro da fuori, dribbling, visione di gioco: Meazza ha tutto per poter essere titolare fisso in un ipotetico undici “all-star”. Il più talentuoso degli altri pretendenti al ruolo di mezzala è probabilmente Héctor Scarone, metronomo e cervello dell’Uruguay nel 1930. Giocatore di mezzi tattici e tecnici fuori dal comune, ben si adatta al ruolo di mezz’ala destra, amando svariare su tutto il fronte offensivo a motivo di una non comune intelligenza tattica. Altri straordinari interpreti del ruolo sono Giovanni Ferrari, giocatore spesso sottovalutato ma grande protagonista della Juventus nei primi anni 30’, gli Argentini Carlos Peucelle, argentino dalla tecnica cristallina e polivalente, José Manuel Moreno, il “Motore”, e non solo, del River Plate dei primi anni 40’ e Adolfo Pedernera, che in realtà diede il meglio di sé proprio durante la seconda guerra mondiale. Nella lista figura anche il metronomo dell’Arsenal di Chapman, ovvero lo scozzese Alex James, giocatore nato come mezzala molto offensiva, ma schierato in un moderno ruolo di “playmaker” nella squadra inglese. Ultimo ma non meno importante il nostro Adolfo Baloncieri, considerato dagli esperti, in particolare Brera che per lui aveva un debole, uno dei più grandi registi dell’anteguerra.


Giuseppe Meazza – Italia -  (mezzala sinistra) (Internazionale). Semplicemente il miglior giocatore Italiano di sempre. Tecnica cristallina, dribbling fulminante, tiro velenoso, fortissimo di testa. Fuori dal campo se la spassa, ma nel rettangolo di gioco è il numero uno.
Giovanni Ferrari – Italia - (mezzala destra/sinistra) (Juventus). Grandissima mezzala della Juventus degli anni '30, è giocatore dalla straordinaria visione di gioco, dalle doti di leadership e dal tiro potente e preciso.
Carlos Peucelle – Argentina - (mezzala destra) (River Plate). Peucelle fa della tecnica e della "pulizia" di gioco il suo punto di forza. Ama inserirsi in avanti sfruttando rapide triangolazioni, ma sa farsi valere anche come playmaker.
José Manuel Moreno – Argentina - (mezzala destra) (River Plate). Dopo i "mitici" Maradona e Di Stefano probabilmente c'è lui. Fisico da corazziere, tecnica da brasiliano, mezzi tattici da giocatore Europeo: non si può chiedere di più ad una mezzala.
Hector Scarone – Uruguay - (mezzala destra/sinistra) (Nacional). E' Scarone la punta di diamante dello straordinario Uruguay che dominò il mondo tra la fine degli anni 20 e l'inizio dei '30. In campo è un leader come pochi; ha piedi straordinari da cui scaturiscono passaggi col contagiri e tiri straordinari. Tatticamente anche è un giocatore sopra la media: si muove molto senza palla, ha un grande senso del tempismo e si fa trovare sempre al posto giusto al momento giusto.
Adolfo Pedernera Argentina - (mezzala sinistra) (River Plate). Mezzala straordinaria del grande River Plate dei primi anni '40. Giocatore che compensa gli scarsi mezzi fisici con una tecnica individuale fuori dall'ordinario: in campo è elegante come pochi, ama saltare l'avversario e fare l'assist decisivo. E' probabilmente il giocatore più talentuoso di quel River Plate.
Alex James – Scozia - (mezzala/ playmaker) (Arsenal). Mezzala molto offensiva riadattata a playmaker da Chapman, sa farsi valere in goal per via dei suoi trascorsi "offensivi", ma è come playmaker che dà il meglio di sè. E' lui il metronomo dell'Arsenal che furoreggia in Inghilterra per quasi un decennio.
Adolfo Baloncieri – Italia - (playmaker) (Torino). Giocatore amato alla follia da Gianni Brera, che lo considera uno dei più forti playmaker Italiani dell'anteguerra, in campo è un regista alla "pirlo", ma più mobile. I suoi passaggi, corti o lunghi, sono perfetti; la sua visione di gioco è degna dei grandi.


Ali

Ed eccoci alle ali. Non esistono ali destre “fuori dall’ordinario” in quegli anni: un’ottima ala destra è l’argentino Juan Carlos Munoz, ala destra della Maquina in Argentina. La nostra ala destra titolare sarà tuttavia l’Italiano Amedeo Biavati, giocatore che fa del dribbling e della fantasia i propri punti di forza. Sulla sinistra il gioco si fa duro: abbiamo due ali incredibili, allo stesso livello: l’oriundo Raimundo Orsi e l’inglese Cliff Bastin. Tra i due scelgo Raimundo Orsi, in quanto in grado anche di svariare sull’out destro e dotato forse di più freddezza sotto porta.

Raimundo Orsi – Italia / Arg - (ala sinistra) (Juventus). Oriundo che fece le fortune dell'italia e dell'Argentina è ala sinsitra dal talento purissimo. Dribbling, cross, visione di gioco: ha tutto. Pecca un po' nel fisico, ma non si può volere tutto.
Oldřich Nejedlý – Cecoslovacchia -  (ala sinistra) (Sparta Praga). Satanasso che fece ammattire la retroguardia azzurra nei mondiali del '34: è rapido, forte fisicamente, ha dribbling, tiro e buone doti di tempismo.
Cliff Bastin – Inghilterra - (ala sinistra) (Arsenal). Con tutta probabilità la migliore ala sinistra inglese di sempre, nonché giocatore spesso decisivo nell'Arsenal targato Chapman. Ha un fisico agile e scattante, un cross potente e preciso e sa farsi valere in zona goal.
Juan Carlos Muñoz – Argentina - (ala destra) (River Plate). Anche lui è uno dei talentuosi giocatori che fecero la fortuna del River Plate "La Maquina". Ha una tecnica preziosa, un tocco di palla straordinario. Dà il meglio di sè come uomo-assist.
Amedeo Biavati – Italia - (ala destra) (Bologna). E' il giocatore più amato dai Bolognesi. Sarà un po' lezioso, ma pochi come lui sanno interpretare il ruolo di ala. Dribbling straordinario, grandissimo estro e prezioso in zona goal.

Centro-Attacchi

I centro-attacchi di livello sono parecchi. Ne isolo 4, tra i quali scegliere il titolare: Leônidas, Silvio Piola, Josef Bican, Matthia Sindelar. Leônidas è probabilmente quello più adatto, essendo un centro-attacco atipico per l’epoca: è un giocatore fortissimo tecnicamente, agile, con gran fiuto del goal, e in grado anche di spostarsi sul fronte offensivo (cosa innovativa per l’epoca). Silvio Piola è il classico centro-attacco boa che gravita nell’area rigore in attesa di palloni giocabili: grandissimo senso della posizione, potenza fisica, forte di testa e con un tiro potente e preciso. Matthias Sindelar è anch’egli un centro-attacco straordinario: eccezionale tecnica ed eleganza, fiuto del goal più che buono, visione di gioco. Pecca un po’ nel fisico.  Josef Bican è probabilmente il più completo: velocissimo (fa in 100 metri in 10 secondi), ambidestro, tiro di una potenza spaventosa e fiuto del goal straordinario (furono oltre 800 i goal in carriera). Tra i  quattro il più completo è probabilmente proprio Bican, che però, al contrario degli altri, non è mai riuscito per una serie di motivi a imporsi in nazionale. Se dovessi sceglierne uno a tutti i costi sceglierei però il brasiliano Leônidas, che è un centro-attacco completo sotto ogni aspetto, atipico nei movimenti e, soprattutto, che ha fatto sempre benissimo in ogni competizione.

Silvio Piola – Italia - (Lazio). Il centravanti "puro" più forte di sempre in Italia. Grande forza fisica, micidiale di testa e dotato di grande fiuto del goal.
Leônidas – Brasile - (San Paolo). "L'uomo di gomma" è un giocatore straordinario sotto molteplici aspetti: ha grande tecnica, agilità e senso del goal.
Matthias Sindelar – Austria - (Austria Vienna). "Carta velina" è uno dei giocatori più tecnici di sempre, nonchè uno dei più grandi rappresentanti del Calcio Danubiano. In campo è una sorta di centravanti di manovra, che ama svariare sul fronte offensivo sfruttando la sua rapidità. Ha grande visione di gioco, eleganza e fiuto del goal.

Antonín Puč – Cecoslovacchia -  (Slavia Praga). Centravanti della Cecoslovacchia negli anni 30 è l'incubo delle difese avversarie. Ha rapidità, forza fisica, è forte di testa quanto di piede e sa farsi valere sui calci da fermo.

Josef Bican – Austria - (Slavia Praga). Uno dei più grandi centro-attacchi di sempre. Ha tutto: rapidità (fa i 100 metri in meno di 11 secondi), calcia indifferentemente con entrambi i piedi, è micidiale di testa e letale in zona goal (in carriera segnerà oltre 600 goal)

Gyula Zsengellér – Ungheria -  (Ujpest). Il primo vero centro attacco Ungherese. Meno mobile di altri fa della forza fisica e del carattere i punti di forza.

Guillermo Stabile – Argentina - (Genova). Centravanti dal gran fisico che ama fare a spallate con i difensori. Di testa e micidiale, ha un tiro molto potente e tatticamente è un giocatore prezioso.

Bernabe Ferreyra – Argentina - (River Plate). Bomber del River Plate degli anni '30 è prima di tutto un grande atleta (rapido, agile, forte fisicamente). Legge l'azione benissimo ed ha uno straordinario senso degli inserimenti in zona goal.

Franz Binder – Austria - (Rapid Vienna). Soprannominato affettuosamente "Bimbo" questo gigante di 190 cm x 88 kg è un vero e proprio carro armato nell'area avversario. Di testa è micidiale, ha una forza fisica straripante ed anche una tecnica più che buona.

Dixie Dean – Inghilterra - (Everton). Probabilmente, insieme a Jimmy Greaves, l'attaccante puro inglese più forte di sempre. Il suo punto di forza è il colpo di testa, nonostante la non eccessiva statura, e il tiro straordinariamente potente e preciso.

Arsenio Erico – Paraguay - (Independiente). Considerato il giocatore Paraguayano più forte di sempre, è abile negli inserimenti negli ultimi 11 metri, forte di testa e dotato di grandi doti di leadership

Angelo Schiavio – Italia - (Bologna). Bomber del Bologna e della Nazionale tra gli anni 20 e gli anni 30 è implacabile in zona goal, possiede un tiro potentissimo e grande forza fisica.

Raymond Braine - Belgio - (Beerschot). Uno dei giocatori belga più forte e talentuosi di sempre: ha una tecnica purissima, è forte nel dribbling e ama svariare sul fronte offensivo.
Arthur Friedenreich - Brasile-(Paulistano). La prima vera grande star Brasiliana dell'anteguerra. Attaccante dal tiro potente e preciso, fu grandissimo finalizzatore puro, letale in area di rigore. Gli si attribuiscono più di 1000 goal.

L'allenatore

I due allenatori più grandi del dopoguerra sono indiscutibilmente il nostro Vittorio Pozzo e Hugo Meisl (tra l'altro grandi amici). Tra i due la scelta è dura, forse Pozzo era leggermente superiore per via di una vastissima conoscenza calcistica al di fuori dei confini Italiani, cosa assai rara all'epoca.

Gli Undici:




Prima fila in alto da sinistra : Zamora; Nasazzi; Hapgood; Monti; Serantoni .
Seconda fila da sinistra : Andrade; Scarone; Meazza; Orsi; Biavati; Leonidas.



La Selezione per nazioni:






Italia = 11
Argentina = 6
Cecoslovacchia = 4
Austria = 4
Uruguay = 3
Inghilterra = 3
Ungheria = 2
Brasile = 3
Spagna = 2
Scozia = 1
Paraguay = 1
Germania = 1
Belgio = 1

* Oriundi * = 2

A motivo dei due mondiali vinti e del dominio totale degli anni '30, la maggior parte dei giocatori, ben undici, sono Italiani. Si nota poi un buon numero di giocatori argentini, per la maggior parte mezzali o centro-attacchi, e di parecchi giocatori della scuola danubiana (Cecoslovacchia, Austria, Ungheria), che spopolò tra gli anni 20 e gli anni '40.




La Selezione per Squadre di Club:

Juventus = 5
River Plate = 5
Nacional = 3
Slavia Praga = 3
Sparta Praga = 2
Genoa = 2
Arsenal = 2
Ambrosiana-Inter = 2
Ferencvaros = 1
Wiener = 1
RC Paris = 1
Rapid Vienna = 1
Independiente = 1
Bologna = 1
Flamengo = 1
Lazio = 1
Torino = 1
Ujpest = 1
Espanyol = 1
Fortuna Dusseldorf = 1
Valencia = 1
Beerschot = 1
Paulistano = 1

Ben 5 giocatori, protagonisti dei mondiali del 34 e 38, appartengono al blocco Juventus. Lo stesso numero sono i giocatori del grande River Plate della fine degli anni '30. Altri giocatori provengono dallo Slavia e Sparta Praga, le squadre europee più famose negli anni 20, oltre che del Nacional (Uruguay).












Altri dati


Altezza media = 173,9 cm
Peso Medio = 73 kg
Giocatore più alto = Franz Binder (190 cm)
Giocatore più basso = Raimundo Orsi (167 cm)

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2 Response to " "

  1. Frykky Said,

    e Artur Friedenreich?

    Posted on 2 novembre 2010 19:18

     
  2. Tiziano C. Said,

    Giusto, grave mancanza. Appena aggiunto. Grazie Frykky.

    Posted on 23 agosto 2011 16:49

     

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