09:38:00 Pubblicato da Tiziano C.


Il Terzino


Ruolo assai complesso, quello del terzino. Con il passare del tempo, e il continuo evolversi delle tattiche, è stato probabilmente il ruolo più suscettibile a cambiamenti, passando di fatto da una posizione con compiti prettamente difensivi (quasi del tutto distruttivi) ad un ruolo più complesso, quasi un misto tra ala e difensore....









I due terzini nel "Metodo".
Con l’avvento delle prime tattiche, e soprattutto il famoso “Metodo”, i giocatori in campo erano ideologicamente suddivisi in tre zone. C’era la prima linea, composta dagli attaccanti, la seconda linea, costituita dai centrocampisti, e la terza linea, formata dai due difensori. Ed è proprio dalla terza linea che deriva il nome “terzini”. In inglese il principio è il medesimo: c’erano i forward (centravanti), gli half -back (centrocampisti) e ed i full-back (terzini). 

Detto ciò: originariamente i terzini (full-backs ) erano i due (o tre) giocatori davanti al portiere (a tutti gli effetti due centrali), ed avevano compiti differenti. Un terzino era detto “di volata”, e doveva occuparsi di marcare il centro-attacco avversario, l’altro veniva chiamato “di posizione”: durante i 90 minuti doveva “presidiare” l’area di rigore, ed aveva come unico compito quello di aiutare il difensore in difficoltà, una sorta di preambolo del futuro “libero”.

Con la difesa a quattro il ruolo del terzino si rivoluziona in maniera quasi completa. I due terzini, destro e sinistro (nella difesa a 4), sono larghi sulle fasce, ed hanno generalmente compiti difensivi e offensivi. In fase di possesso palla sono chiamati a marcare le ali avversarie, in fase di non possesso sono invece invitati a spingere sulle fasce lasciando partire cross o lanci per gli attaccanti e creando superiorità numerica in mezzo al campo. Esistono essenzialmente due tipi di terzini. Il primo è quello dei terzini difensivi, che, come dice il nome, sono essenzialmente degli stopper (marcatori) spostati sulle fasce, e sono cronologicamente i primi tipi di terzini che si vedono su un campo di giuoco. Sono genericamente giocatori più difensivi che offensivi e, tendenzialmente, la scuola Italiana è quella che più di ogni altra ha prodotto grandi terzini difensivi.
José Nasazzi.

Se parliamo dei “primi” terzini (ovvero quei due giocatori posizionati davanti al portiere nel Metodo o nella prima variante della stessa, che comprendeva tre terzini), allora i grandi interpreti di questi ruolo si riducono, e probabilmente il più grande di loro è stato l’uruguagio José Nasazzi, giocatore dal fisico possente, con gran senso dell’anticipo e dotato, tra le altre cose, di grande carisma. Altri grandi interpreti furono gli italiani Eraldo Monzeglio, Luigi Allemandi (campioni del mondo 1934) e, soprattutto, la straordinaria coppia Foni/Rava (campioni del mondo 1938). Da notare anche il duo Rosetta/Caligaris, assoluti protagonisti nel quinquennio d’oro della Juventus (prima metà anni ’30).

Terzini moderni

Paolo Maldini con la maglia della Nazionale
Uno dei più grandi terzini difensivi di sempre è però probabilmente Berti Vogts, nanetto tedesco che annullò quasi completamente la stella olandese Cruijff nei mondiali del 1974. Tanto piccolo di statura quanto tenace, mordente e coraggioso, è il classico giocatore che non ti molla mai per 90 minuti, neanche durante la pausa tra primo e secondo tempo. Non ha grandi mezzi tecnici, ma fa della grinta, del gioco di squadra e dell'impegno le sue armi vincenti. Altro gran terzino difensivo è stato il nostrano Claudio Gentile, da molti considerato niente poco di meno che uno dei migliori marcatori di sempre, forse ancora migliore da questo punto di vista del tedesco Vogts. Claudio è stato da molti criticato per il suo gioco a volte eccessivo, quasi violento e manesco, anche se in effetti non ha mai superato quella famosa linea che demarca il giocatore dal classico picchiatore (beh, forse sì qualche volta) . Come tutti i difensori marcatori è un giocatore rude, concreto, che bada al sodo. A queste qualità si congiungono ottime doti tattiche e mentali. Il terzo esempio è probabilmente il migliore. Trattasi di Paolo Maldini, da molti considerato il più grande difensore puro di tutti i tempi. Talento precocissimo, straordinariamente dotato fisicamente e tatticamente, è un giocatore veloce, forte fisicamente, coraggioso, ambidestro, straordinario esempio di longevità fisica e di serio professionista dentro e fuori dal campo. E' il giocatore per eccellenza rispettato da tutti: allenatori, compagni di squadra, avversari, arbitri. Nella fase migliore della sua carriera risulta anche un ottimo terzino di spinta (offensivo), ma il meglio di se lo dà come terzino difensivo: un autentico muro sulla fascia ed un serio professionista. Altri esempi di terzini difensivi, ma anche notevoli in fase di propulsione: gli italiani Antonio Cabrini, Tarcisio Burgnich e Giuseppe Bergomi, l'olandese Ruud Krol, il tedesco Karl-Heinz Schnellinger, lo scozzese Danny McGrain,  il portoghese Joao Pinto, il Belga Eric Gerets.

Il brasiliano Djalma Santos.
Passiamo ora ai terzini di spinta, offensivi e fluidificanti (anche detti “di volata”) . Come dice il nome il loro compito è principalmente offensivo: con la loro rapidità e le loro discese devono mettere in costante preoccupazione la retroguardia avversaria. Devono essere i primi incursori sulle fasce, in grado di disimpegnarsi soprattutto in fase offensiva senza disdegnare quella difensiva. Come per tutti i ruoli offensivi e creativi la scuola sud-americana ha dato letteralmente origine a questo tipo di terzino negli anni ‘50. Mentre tutte le squadre Europee avevano terzini quasi del tutto difensivi ecco i brasiliani giocare con queste "false" ali, creando letteralmente scompiglio tra le difese avversarie. I maggiori rappresentanti di questo ruolo sono quindi brasiliani, anche se possiamo vantare anche noi italiani un nome - e che nome - tra quello dei terzini fluidificanti. Quello di Giacinto Facchetti. Capitano e bandiera della grande Inter, Giacinto è un giocatore straordinario sotto qualunque punto di vista. Fisico prodigioso per l'epoca di 188cm x 84kg (ma anche oggi non sfigurerebbe), rapidità, forza fisica, colpo di testa potente e preciso, grandissimo senso degli inserimenti e  tempismo nelle sortite offensive e destro potente e preciso. In fase difensiva sa essere abile marcatore e leader, come dimostrano le molte partite giocate come stopper puro. Altro straordinario personaggio è il terzino del Botafogo e della nazionale Brasiliana Nilton Santos, che con il compare Djalma Santos formò una micidiale coppia di terzini nei mondiali del 1958, in Svezia. Terzino sinistro di spinta, Nilton non è realisticamente impeccabile in fase difensiva, ma in quella offensiva è un maestro come pochi. Soprannominato "Enciclopedia" per via della sua conoscenza del giuoco del football è in effetti un'ala riciclata come terzino: è giocatore rapido, agile, dotato di grande tecnica, di un dribbling secco e fulminante, di straordinaria visione di gioco e di grande doti di palleggio. E' lui il vero è proprio motore "propulsore" del brasile in 2 mondiali, dove fa della fascia sinistra la sua casa. Ultimo, ma non meno importante, terzino è il compagno di nazionale di Nilton Santos citato poc'anzi: Djalma Santos. Giocatore spesso sottovalutato è in realtà uno dei migliori terzini di sempre. E' un giocatore con una straordinaria muscolatura negroide, resistentissimo, tosto, forte fisicamente, abile in fase difensiva e ancor più incredibile in fase offensiva. Secondo molti è addirittura superiore al compagno Nilton Santos, soprattutto in fase difensiva, e chi lo ha visto nella fase migliore della sua carriera ne parla come il miglior terzino di tutti i tempi. Altri, straordinari interpreti del ruolo sono: i brasiliani Marcos Cafu, Carlos Alberto Torres, Roberto Carlos, Jorginho, lo spagnolo José Camacho, l'inglese Eddie Hapgood, gli argentini Silvio Marzolini ed Alberto Tarantini, l’olandese Wim Suurbier, il tedesco Andreas Brehme, il Sovietico Igor Netto (n realtà più ala che terzino), i nostrani Gianluca Zambrotta e Mauro Tassotti.

Alcuni esempi di grandi terzini del passato, oltre a quelli descritti maggiormente sopra:

Eddie Hapgood (Inghilterra): è il terzino più forte dell’anteguerra. Capitano della Nazionale Inglese e dell’Arsenal negli anni ’30 è un giocatore dotato di tecnica prodigiosa, di piglio da leader e di facilità di corsa.

Il tedesco Schnellinger
Karl-Heinz Schnellinger (Germania): giocatore importante per quantità di gioco e rendimento, può giocare anche come stopper e sulla mediana del campo senza nessun problema. In campo è il motore della squadra: piede abbastanza educato e tanto sacrificio.

Tarcisio Burgnich (Italia): considerato uno dei migliori terzini italiani di sempre. Roccioso terzino destro, è pressoché insuperabile in fas.e difensiva, grazie a grande mezzi fisici e un gran senso della posizione

Carlos Alberto Torres (Brasile) : probabilmente uno dei migliori terzini destri di sempre, Carlos Alberto rappresenta probabilmente il terzino ideale perché riusciva ad interpretare sia la fase difensiva (fu anche stopper) che quella offensiva con egual bravura e perizia, cosa rara per un terzino brasiliano. E’ un giocatore rapido, forte tecnicamente, con un gran tiro dalla distanza e carisma in campo. Fu un giocatore chiave sia per i club (Santos e Fluminense) che per la nazionale verdeoro .

Virgilio Maroso
Alberto Tarantini (Argentina): terzino sinistro Argentino del Tolosa e della nazionale argentina a cavallo degli anni 70/80. La sua arma principale era data dalla straordinaria grinta e aggressività che metteva in campo: è il classico giocatore che dà il 110%, pur non essendo dotato di grande tecnica al pari di altri grandi terzini.

Virgilio Maroso (Italia): straordinario terzino sinistro del Grande Torino, è probabilmente uno dei migliori terzini della scuola calcio italiana. In un ruolo principalmente difensivo, per l’epoca, guardare giocare Virgilio è una gioia per gli occhi: rapidità, eleganza, straordinaria tecnica, dribbling, forza fisica. Non gli manca nulla. Dopo Mazzola è probabilmente il giocatore più forte di quella grande squadra.

Renzo de Vecchi (Italia): primo fenomeno del nostro calcio, nasce come mezz’ala sinistra ma è nel ruolo di terzino sinistro che si consacra. Fu giocatore simbolo del Genoa, prima potenza del calcio italiana, e colonna (e capitano) della nazionale italiana dell’anteguerra. In campo era un giocatore dotato di grande senso tattico, di ottima tecnica e piglio da leader.
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