11:43:00 Pubblicato da Tiziano C.






Eroi del calcio: Fernando Peyroteo 


Tra il 1946 e il 1949 c’è una squadra, in Portogallo, che con il suo gioco spettacolare, scenografico e vincente infiamma gli spettatori. La squadra è lo Sporting di Lisbona, chiamata anche “Os Cincos Violinos” (I cinque violini), dai cinque fenomeni che trascinano la squadra a suon di giocate....
















...Quattro di loro sono giocatori di fantasia e tecnica, che amano far girare palla e giocare con la sfera tra i piedi. C’è un quinto giocatore, tuttavia, che trasforma in oro ogni palla, che gioca di sciabola e non di fioretto, che avanza nell’area avversaria come un carroarmato, calpestando tutto ciò che incontra. E’ Fernando Peyroteo.

E’ un nome sconosciuto ai più, ma il calcio è pieno di giocatori straordinari che, per motivi diversi, restano nell’ombra. Come tanti giocatori portoghesi di quegli anni (e anche in seguito) Peyroteo nasce in una colonia portoghese, precisamente l’Angola, ma giovanissimo si trasferisce in Portogallo dove, nelle giovanili dello Sporting CP, mette in mostra un fiuto del goal incredibile per un ragazzo così giovane.

Esordisce in prima squadra nel 1937, a 19 anni, e subito si impone come il classico bomber di razza. Fernando è un ragazzone di 188 cm per 90 kg di muscoli distribuiti su un corpo scolpito nell’acciaio. La forza fisica è la sua prerogativa, e non esiste difensore in grado di fermare questo colosso. Oltre allo strapotere fisico, il Portoghese dispone di un colpo di testa incredibile per potenza e precisione, e anche i suoi tiri sono delle vere e proprie saette. Queste caratteristiche lo rendono un vero e proprio spauracchio per le difese dell’epoca, non abituate a dover fronteggiare avversari del genere. 

I suoi numeri sono impressionanti: in 197 partite Peyroteo mette a segno 330 goal, record che ancora oggi sopravvive nel campionato portoghese. La sua media realizzativi è di 1,68 goal a partita, una delle più alte della storia del calcio. Il suo percorso in nazionale è altrettanto impressionante: in 20 partite il colosso Angolano mette a segno 15 goal, una vera e propria enormità considerando che raggiunge il culmine della sua carriera in piena seconda guerra mondiale, epoca quindi senza competizioni “ufficiali” (come mondiali o europei). Altri numeri impressionanti: nell’annata 46/47 sono ben 43 i goal segnati; nove sono invece le reti messe a segno nel match contro il Leca (la partita finirà, per la cronaca, 14-0).

Peyroteo si ritirerà, a motivo di problemi personali (si parla di difficoltà economiche legate ad alcune sue attività imprenditoriali) all’età di 31 anni. Più avanti negli anni diventerà, senza risultati degni di nota, allenatore della Nazionale Portoghese, e più tardi ancora della Nazionale Angolana. Fatale sarà un match tra veterani tra Spagna e Portogallo: a seguito di un brutto intervento di un giocatore avversario Peyroteo si infortunerà seriamente ad un gamba, che gli verrà amputata. Non si riprenderà mai del tutto, morendo all’età di 60 anni.


Dal punto di vista tattico Fernando Peyroteo è il classico centro-attacco. Si muove poco, e lo fa solamente nell’area avversaria. Dopotutto, con quasi cinque mezzepunte (e che mezzepunte) che gli fanno piovere assist da tutte la parti, deve tirare su il fiato. Non è dotato di grande tecnica, ma possiede un senso della posizione eccellente, un tiro potente e preciso, uno stacco poderoso e un grandissimo fiuto del goal; inoltre in campo è un vero e proprio guerriero…lotta su ogni pallone come una fiera : tutte queste caratteristiche, unite ad un fisico impressionante per potenza e resistenza, lo rendono con tutta probabilità il più grande centravanti di sfondamento che il mondo ricordi.
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