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Il Libero

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16:05:00 Reporter: Tiziano C. 0 Responses
Dixie Dean



L'articolo che segue è una libera traduzione del seguente articolo: http://www.spartacus.schoolnet.co.uk/FdeanD.htm



William (Dixie) Dean nacque a Birkenhead il 22 Gennaio del 1907. Giocò a calcio per la Laird Street School, la Moreton Bible Class, la Heswell and Pensby United prima di unirsi ai Tranmere Rovers nel Novembre del 1923.

Dean riuscì a siglare ventisette goal in 30 partite nonostante il club lottasse per non retrocedere dalla Third Division nella Football League. Nel Marzo 1925 Dean si unì all’Everton nelle First Division per un corrispettivo di £ 3,000, debuttando contro l’Arsenal ad Highbury, e segnando il suo primo goal la settimana successiva contro l’Aston Villa, in casa.

Dean fu il top scorer dell’Everton nella sua prima stagione completa con il club (1925-1926). In “Who’s Who of Everton (2004)” Tony Matthews lo descrisse come “Un immortale del calcio, potente, con un tiro di destra incredibilmente potente e una straordinaria capacità nel giuoco aereo Dixie Dean fu, senza alcun dubbio, uno dei più grandi centrattacchi della sua epoca.”


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10:00:00 Reporter: Tiziano C. 0 Responses
As you've noticed i've just published my first article in English (Gre-no-li). Unfortunately my written English is quite rusty and i just want to apologize with english readers in case of mistakes. Cheers


Tiziano

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09:57:00 Reporter: Tiziano C. 0 Responses
The legendary GRE-NO-LI Trio - In Brief


GRE-NO-LI, “we are a trio, vigilant and full of spirit”: that's a famous Japan animated cartoon. Sure, they were a trio, probably quite, maybe not su "full or spirit". Though, one thing is certain: those three Vikings marked their name in the history of A.C. Milan and in the supporters and rivals minds with a Nordic fire.  

In the immediate after-war, the rossoneri were a mid-table team: after almost ten years of Turin granata dominion, only interrupted by the Superga disaster, A.C. Milan was only a mediocre team. They haven’t won a Scudetto from over forty years, forty-four to be precise. Too many years for an ambitious team as the rossoneri were. The Second World War, especially in Europe, had weakened and impoverished the football growth of many countries: they lacked of raw “materials”: the talented footballers. Then president Umberto Trabattoni, thanks to a web of clever and skilful observers, focused his interest on the Scandinavian area. Unlike many Central European nations, countries like Norway, Denmark and Sweden did not suffer the aftermaths of the WW2: their youth academy players were healthy, hell-bent, and brave. The Swedish football team won a well-earned Olympic gold medal in the 1948 Summer Olympics, the first great sporting event after the WW2. Besides, some wealthy Italian football teams focused their attention on Scandinavian players due to convenient economic conditions (Swedish players were considered amateurs, therefore their transfer prices and wages were ridiculous.)


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09:43:00 Reporter: Tiziano C. 0 Responses
GRE-NO-LI Il Trio delle Meraviglie – In Breve

GRE-NO-LI, “noi siamo un trio, all’erta e pieni di brio”, diceva un ritornello di un famoso cartone animato. Un trio lo erano sicuramente, all’erta è probabile, sul pieni di brio si può discutere. Ma una cosa è certa: questi tre vichinghi svedesi hanno impresso col nordico fuoco i loro nomi nella storia del A.C. Milan e nella mente di tifosi ed avversari.

Nell’immediato dopoguerra i rossoneri navigavano già da qualche anno a metà classifica: dopo dieci anni di dominio granata, interrotti solo dal tragico incidente di Superga, il Milan era una modesta compagine. Quel benedetto scudetto mancava da oltre 40 anni, 44 per la precisione: troppi per una squadra con grandi ambizioni come i rossoneri. La Seconda Guerra Mondiale, specialmente in Europa, aveva limitato e impoverito la crescita calcistica in molti paesi: mancava la materia prima, i fenomeni del Football. L’allora presidente Umberto Trabattoni, grazie ad un'abile rete di osservatori, volse il suo occhio sull’area Scandinava. Paesi come la Danimarca, la Norvegia e la Svezia, al contrario di molte nazioni dell’Europa centrale,  non avevano subito le conseguenze della guerra: la gioventù calcistica era sana, tosta, vogliosa. Nelle Olimpiadi Estive del 1948, prima grande manifestazione dopo la Guerra, fu la Svezia a trionfare vincendo un meritatissimo oro Olimpico. Inoltre, condizioni economiche assai favorevoli (i giocatori svedesi avevano lo status di dilettanti, ed erano quindi ingaggiabili a prezzi irrisori), misero questi paesi sotto la lente d’ingrandimento di grandi società italiane.


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16:34:00 Reporter: Tiziano C. 0 Responses
I Ruoli: Il Centromediano Metodista

Agli albori dal calcio, dopo la storica e famosa piramide di Cambridge, imperversano due tattiche, figlie di due scuole calcio differenti: sono il Metodo e il Sistema.

Queste due tattiche, delle quali ho già avuto modo di scrivere su questo sito, sono piuttosto pragmatiche e rigide dal punto di vista tattico. Sebbene modificate ed ottimizzate nel corso degli anni, i ruoli rimangono piuttosto rigidi; al giocatore è richiesto di fare il “suo”, di rimanere sulla posizione e fare quello che il suo ruolo richiede: l’ala deve saper andare sul fondo, dribblare e crossare. Il centroattacco, in quanto terminale offensivo, deve saper buttare dentro il pallone senza troppi fronzoli, le mezzali, dialogando tra di loro, devono fungere da raccordo tra centrocampo ed attacco. Tuttavia, il ruolo che riveste maggior importanza in entrambi gli schemi, e in special modo nel metodo di italica memoria (chiedere a Vittorio Pozzo) è quello del centromediano, ruolo che si è evoluto ed è arrivato fino ai giorni cambiando nome diverse volte, ma a questo ci arriveremo dopo.


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